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Un’affermazione che merita attenzione

Ho sentito questa affermazione per due giorni consecutivi, pronunciata da persone che non si conoscono tra loro, motivo in più per fermarsi e pensarci.

Viviamo in un universo altamente simbolico, ogni forma che vediamo nasconde o palesa un significato, una funzione.

Il significato simbolico delle mani: Volontà e Creatività

Le mani, nell’essere umano, sono legate alla Volontà, caratteristica mancante in quella che viene chiamata intelligenza artificiale, ovvero uno strumento che cerca, accosta, raccoglie ed elabora dati, nelle più svariate forme.

Le mani sono la manifestazione fisica della mente creativa, è con le mani che si creano oggetti ed è con una matita tenuta in una mano che inizia il processo creativo, anche quando dovrà essere sviluppato in digitale. Tutto ciò che è digitale poggia su regole pressate che limitano la creatività, proprio perché non ne dispone, la creatività è appannaggio dell’essere umano e la mani ne sono la manifestazione fisica.

Il ruolo delle mani nella connessione umana

Le mani sono anche uno strumento di vicinanza con gli altri esseri umani.
Basta pensare a quando vediamo qualcuno stare male, psicologicamente o emotivamente, d’istinto andiamo a cercare il contatto fisico attraverso una mano posta su una spalla, su un braccio oppure lo attiriamo a noi per un abbraccio.
Sui palmi ci sono due punti che connettono dritti al cuore.

Le mani sono ciò che ci rende umani, che ci apre o chiude verso l’esterno (infatti quando siamo arrabbiati o molto impauriti chiudiamo i pugni) che ci connette agli altri esseri umani.

Perché “l’intelligenza artificiale non ha le mani” è una verità profonda

Ecco perché è così interessante questa affermazione: l’intelligenza artificiale non ha le mani, non può connettersi agli esseri umani, non può arrivare al cuore.

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È altamente probabile che in diverse mansioni l’essere umano verrà sostituito da dei calcolatori, anzi è già così, ma questo non deve essere visto come qualcosa di terribile, per il semplice fatto che può diventare un strampolino per andare oltre nella nostra crescita.

Gli esseri umani sono fatti per creare

L’essere umano è un essere infinito, che cresce in direzione dell’infinito, viviamo in un universo che ci spinge a migliorarci ed evolvere sempre di più, sempre più vicini a ciò che siamo veramente. Tutto questo ci spinge a esplorare e incrementare la nostra parte creativa, a scoprire profondità di noi che prima non riconoscevamo, è una spinta in più per uscire dalla nostra di meccanicità, riscoprendoci come esseri complessi e unici.

Unicità: ciò che l’intelligenza artificiale non potrà mai imitare davvero

L’intelligenza artificiale non ha le mani perché le nostre impronte digitali sono uniche per ognuno di noi, un’essere artificiale non potrà mai essere unico come un’essere umano, potrà al limite fingersi tale. L’intelligenza artificiale non ha le mani perché è uno strumento che può davvero diventare utile a supportarci nel lavoro permettendoci di dedicarci maggiormente alla creatività, purché non decidiamo di smettere di pensare delegando tutto alla macchina.

Ricordarsi che l’IA non ha le mani, aiuta a ricordarsi che chi risponde dall’altra parte dello schermo non è un essere vivente e pensante, sono sono calcoli che combinano dati, per quanto apparentemente possa sembrare gentile nelle sue risposte.

L’esperienza di Zen0lab: tecnologia e umanità insieme

Io credo che questo diffondersi dell’intelligenza artificiale sia qui proprio per invitarci e riscoprire la nostra scintilla creativa e una nuova connessione con gli altri esseri umani, più profonda, più collaborativa.

In ZenZerolab usiamo funzioni di IA per diversi compiti, ma crediamo molto nella connessione umana, nel lavoro di crescita interiore ed esteriore, nella costruzione di bellezza insieme.

Conclusione: per svegliarsi, bisogna guardarsi le mani

L’intelligenza artificiale è un utile supporto nella raccolta di dati, nei passaggi tecnici, ma la vera parte creativa nasce solo dall’interazione umana, dal confronto, dalla ricerca di quella particolare unicità che ognuno di noi porta dentro e che va valorizzata, perché è questo l’unico vero motivo di successo:
la connessione con il cuore e con ciò che siamo venuti a donare.

In molti temono l’intelligenza artificiale, ma se invece fosse un modo per ricordarci chi siamo veramente?
Si sente spesso dire che, per svegliarsi da un sogno, bisogna cercare di guardarsi le mani, proprio quella parte che ci rende umani nella volontà e che ci connette con gli altri esseri umani.
L’intelligenza artificiale le mani non le ha.

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Paola Brognoli

Logo, brand & graphic designer

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